Pesi diversi

Sulla caduta dei gravi Galileo*, anni or sono, racconta di come due mobili di “peso” diverso ma pari densità si muovano con pari velocità, cercando in questo modo di confutare una affermazione di Aristotele…

mobili diversi in gravità si muovono nello stesso mezzo con diverse velocità, le quali mantengono tra di loro la medesima proporzione che le gravità “

La confutazione argomentata da Galileo si basa su di un ragionamento estremamente semplice… non molto appropriata per screditare la figura di Aristotele, padre della Logica… e soprattutto tale confutazione nasce da un cambiamento radicale di scenario dal momento che Galileo porta pressappoco l’esempio di mele, ora più piccole ora più grandi, che cadono verticalmente nel suo giardino di casa…

Aristotele per mobile intende invece un corpo celeste mosso dal suo Primo Motore Immobile, in movimento nel suo Universo di Sfere concentriche e descrivente un Moto Perfetto… per egli, poi, causa del movimento è sempre una forza…

Allora, per i corpi celesti, le “gravità” sono le forze su loro agenti, originate da un Primo Motore Immobile e dirette verso Fantàsia*, le “velocità” quelle acquisite dalle rotazioni dalle Sfere concentriche, cause del movimento.

Osservazione e Logica conducono Aristotele ad affermare che, per un mobile in movimento circolare, la velocità di rotazione della sua Sfera concentrica ha una determinata proporzionalità con la forza che lo spinge verso Fantàsia, tale da garantire una condizione di equilibrio… rotazione della Sfera che costantemente impedisce al mobile di cadere su Fantàsia.

Lune di pari densità
Lune di pari densità

Consideriamo adesso l’orbitare di un Satellite attorno ad un Pianeta

  • la sua quantità di moto dipende dalla sua materia
  • la gravità su esso agente dipende dalla potenza del suo Centro di forza

Supponiamo quindi di avere, sulla stessa orbita (che prevede la stessa velocità), un Satellite con doppia quantità di materia e doppio volume, considerando che, per una sfera, raddoppiare il raggio è più che raddoppiare la superficie, che è più che raddoppiare il volume…

  • la sua quantità di moto sarebbe doppia
  • la potenza del suo Centro di forza sarebbe verosimilmente minore del doppio

conseguentemente la forza gravitazionale non riuscirebbe ad incurvare sufficientemente la traiettoria del “Satellite doppio”… la vecchia orbita sarebbe cioè non più adeguata alla nuova Inerzia del Satellite… allora, necessariamente, il “Satellite doppio” andrà ad occupare un’orbita più esterna, sulla quale troverà nuovamente un rapporto di equilibrio tra velocità e gravità.

Sicché Lune più grandi, a parità di densità, occupano orbite più lente su cui sono più “leggere”.

 

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Galileo ⇨ Galileo Galilei      Fantàsia ⇨ il Pianeta Terra e, per Aristotele, il centro dell’Universo

 

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Pesi diversi
giugno 12, 2017
Aristotele